26 luglio 2015 09:26 Tradizioni di Redazione

E' indubbiamente uno dei terremoti storici più discussi dalla storiografia e più studiati dalla sismologia. A San Nicandro Garganico e Lesina è noto, forse impropriamente, come "terremoto di Sant'Anna", benché avvenne nel torrido pomeriggio del 30 luglio 1627. Ancora oggi a Lesina, la notte di Sant'Anna si accendono fuochi per le strade in memoria del nefasto evento.

Un sisma terribile e spaventoso, per certi aspetti spettacolare, che decimò la popolazione del Tavoliere settentrionale e di parte del Gargano, con danni incalcolabili. Pozzi che gettavano acqua dalle bocche, boschi completamente divelti, città rase al suolo e, più degno di attenzione, il portentoso tzunami che interessò la costa garganica da Punta Pietre Nere a Torre Mileto: le acque si ritirarono prosciugando il lago, per poi sopraggiungere con forte impeto, fino ad invadere interamente l'istmo e le campagne di San Nicandro. Sulla costa settentrionale del lago di Lesina, infatti, si notano una serie di ventagli di rotta, formati proprio da eventi di maremoto, tra cui quello del 1627.

Un fenomeno che, oggi, sembra quasi conservato in uno scrigno leggendario e mitologico ma la cui reale forza devastatrice si evince da tutte le fonti storiche. Di esse, il nostro collaboratore Matteo Vocale, in occasione del terremoto abruzzese del 2009, raccolse una sintesi, che vi riproponiamo nella breve monografia allegata in fondo alla pagina.

Un modo per insistere sulla sensibilizzazione di tutti verso i terremoti ed avere la consapevolezza che, piaccia o no, la natura dei nostri luoghi è esposta a fenomeni simili che si ripetono nei secoli. E quando si deciderà, una volta per tutte, di prevenirne i danni, forse, non sarà mai troppo tardi.

Leggi la monografia a questo link: https://docs.google.com/file/d/0ByAZxpx7MKR3NTd5VnotNVpzV1k/edit?pli=1

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