05 settembre 2017 18:05 Sociale di Giuseppe Scanzano

Giorno quattro settembre, ho avuto il piacere di incontrare Laura Nardella, la presidentessa dell’associazione in favore dei disabili e degli anziani, denominata “Noi come Voi”, e di porgerle alcune domande.

A: “Laura, parlaci di te”.

B: “Sono una giovane disabile motoria. Ho trentasei anni. Possiedo due splendidi bambini di nome Mario e Jennifer.

A: “Giorno ventisette del corrente mese avete presentato la vostra associazione. Di cosa si occupa? Quali sono i suoi fini”?

B: “Da tre anni a questa parte la mia malattia è degenerata. Non avendo la possibilità di usufruire di spazi comuni, a causa delle barriere architettoniche, ho avuto l’idea di fondare questa associazione. Tale organizzazione intende fornire un beneficio concreto e continuo attraverso l’uso di uno sportello informativo. Sono da diversi anni che combattiamo insieme a mio marito per il riconoscimento dei nostri diritti. Il nostro logo spiega, in modo eloquente, la finalità di tal impegno”.

A: “Laura, qual è il vostro organigramma”?

B: “Il nostro organigramma è stabilito in modo che ci siano varie competenze. Io sono la presidentessa. Antonella Cendamo riveste la carica di vicepresidente. Mio marito, Giacomo Di Tullio, è tesoriere e segretario. Antonello Sassano è il presidente dell’Assemblea. Grazia Bellotti è consigliere”.

Ho posto, in seguito, delle domande alla vice-presidente dell’associazione, Antonella Cendamo.

A: “Antonella. Raccontaci dell’associazione”.

B: “Noi vogliamo offrire un reale sostegno ai disabili ed agli anziani. Lo sportello, di cui ha parlato Laura, garantisce l’assistenza di un avvocato, di un commercialista, e di un Caf. La nostra associazione è no profit ed apolitica. Confidiamo nell’approvazione del PEBA ( Piano di eliminazione delle barriere architettoniche) da parte degli organi istituzionali. Essendo amica di Laura, ho avuto modo di conoscere le problematiche legate ai disabili. Laura si sarebbe potuta accontentare in quanto possiede una famiglia amorevole ed attenta ai propri bisogni, ma ha voluto scendere in campo per amore del prossimo e di tutte quante le persone che abbiano a che fare con questo tipo di problema”.

Giuseppe Scanzano.

Numero di volte letto: 640