30 giugno 2011 14:40

Anche San Nicandro tra i comuni infestati

Presente in Italia ormai da molti anni, il Rhynchophorus Ferrugineus, meglio noto come Punteruolo rosso della palma, minaccia mezza Puglia e se la Capitanata ne sembra ancora immune, sono i comuni di San Severo e San Nicandro Garganico le spine nel fianco di un territorio con discreta presenza di palme ornamentali.

Lo dichiara uno studio della Regione Puglia, condotto in ottemperanza al D.M. 7 febbraio 2011 (Misure di emergenza per il controllo del Punteruolo rosso della palma), che ha suddiviso il territorio regionale in zone infestate, dove è accertata la presenza del parassita, zone di contenimento, nei quali cioè è stata accertata l'impossibilità di eliminazione dell'orgaismo nocivo, zone cuscinetto, cioè ricadenti entro i 10 Km dalle zono infestate e zone libere, cioè non ancora oggetto di attacchi certificati.

Nei due comuni foggiani, dunque, si dovrà provvedere all'ottemperanza del decreto ministeriale, con misure fitosanitarie utili a scongiurare il propagarsi del male. «San Nicandro è stata inserita nella mappa regionale per il fatto che, nell'ultimo anno, sono state abbattute per infezione da Punteruolo le due palme dell'edificio scolastico in viale V. Veneto». E' quanto dichiara il perito agrario Emanuele Vocale, che segue da qualche anno la lotta al Punteruolo rosso e che per primo segnalò la presenza del parassita in una delle palme della scuola all'Ispettorato provinciale Agricoltura e Foreste sottoponendola, purtroppo invano, a disinfezione.

«Sulle palme della scuola di viale V. Veneto ci siamo resi conto con ritardo - continuaVocale - mentre siamo riusciti a salvare, lo scorso anno, una palma presso un'abitazione privata alla periferia di San Nicandro. Resta il fatto - conclude Vocale - che per una buona slavaguardia è necessario mettere in atto una buona prevenzione del fenomeno, e su San Nicandro siamo piuttosto all'avanguardia nella risoluzione del problema».

Il Punteruolo rosso, sconoscuto in Europa fino alla metà degli scorsi anni novanta, è originario del'Asia orientale ed è arrivato in Italia tramite l'importazione di esemplari di palma infetti. Le prime segnalazioni in territorio italiano risalgono al 2004. E' da allora che il Ministero dell'Ambiente ha attivato su tutto il territorio nazionale degli osservatori fitosanitari sul fenomeno. Si tratta di un insetto, di medie dimensioni, dal robusto apparato masticatorio già nello stato larvale, che attacca la pianta nella zona del tronco sottostante la corona foliare, provocando la morte graduale dei rami di palma e il loro conseguente decadimento.

Tra i maggiori mezzi di prevenzione, il mantenimento delle palme in buone condizioni nutrizionali e fitosanitarie (piante steressate e indebolite sono più soggette ad essere attaccate dall'insetto), l'adozione di tecniche di potatura e cure che riducano i possibili siti di penetrazione dell'insetto e la distruzione totale dei focolai d'infestazione, accertati o sospetti che siano.

Staff sannicandro.org

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