05 novembre 2009 19:53

Il consigliere provinciale giudica intollerabile il comportamento del partito di Casini

Prima le prese di distanza, alla vigilia delle europee, da quello che lui definiva "il suo partito di sempre", quindi la sospensione coatta da parte dei vertici provinciali.

Ora, Marinacci, l'uomo dalle eterne battaglie, annuncia ufficialmente il suo divorzio definitivo dalle fila dell'UDC, definendo incomprensibile e intollerabile il comportamento del partito di Casini in Provincia di Foggia, dove è alleato del PDL, mentre a palazzo di città è organico all'amministrazione Mongelli di centro-sinistra.

Il grido di battaglia, lanciato all'unisono con l'amico di sempre Paolo Agostinacchio, suona di verifica all'interno del Consiglio provinciale, dove i due consiglieri ed ex parlamentari, giudicano inammissibile il congelamento di una conta degli uomini, in attesa delle definizioni politiche per le imminenti elezioni regionali.

Si apre un periodo di riflessione, dunque, per Marinacci che, in cerca di una nuova realtà politica, chiarisce subito che non confluirà nel PDL ma in qualche soggetto politico centrista alternativo alla destra e alla sinistra, "per non tradire il patto con gli elettori".

Una scossa tellurica non da poco per il consiglio provinciale e il presidente Pepe, che a un anno e mezzo dall'inizio del mandato, si ritrova già da tempo in una situazione non facile da gestire.

Nel frattempo, a San Nicandro, l'abbandono dell'UDC da parte di Marinacci apre una nuova partita tutta da giocare, nella conquista di quello scudo crociato che, dopo dieci anni, potrebbe presentarsi alle elezioni in veste del tutto rinnovata.