04 gennaio 2011 19:00

Sempre più reale lo spauracchio di nuove elezioni per Palazzo Dogana

Non è un buon inizio anno per il presidente Antonio Pepe a Palazzo Dogana. La crisi politico-amministrativa, iniziata nel febbraio dello scorso anno con l’espulsione dell’Udc, non sembra conoscere fine. La situazione, al contrario, si avvita ogni giorno di più. E dopo gli attriti con La Destra di Agostinacchio, oggi fortunatamente recuperata, i recenti dell’insofferente Carmine D’Anelli e, su tutti, la vertenza interna aperta dallo stesso Pdl, prima partito di maggioranza che sostiene Pepe, oggi a chiamarsi fuori da un governo ed un’amministrazione che non soddisfano “né sotto il profilo politico né sotto quello operativo” sono i Popolari per il Sud/ex Udeur, che passano all’opposizione.

Due voti a Palazzo Dogana: quello dell’ex centrista, oggi presidente regionale del movimento di Mastella, Nicandro Marinacci, e dell’ex Pdl Francesco Di Paola, già firmatari di una lettera di malessere inviata ai primi di dicembre al Pdl a tutti i livelli, fino al premier, Silvio Berlusconi. Malessere che nasce innanzitutto dal rifiuto dei nomi che i Popolari per il Sud avrebbero voluto per posti chiave di sottogoverno (in particolare quello dell’avvocato Gaetano De Perna).

A Palazzo Dogana il centrodestra dunque “scende” a 13 voti, con Pepe 14. Tanto che chiamarlo maggioranza oggi è ormai un eufemismo. Una geografia politica scomposta e molto lontana da quella che uscì dalle elezioni 2008. Il prossimo consiglio provinciale sarà illuminante su cosa attende il presidente. A partire dall’Udc, che potrebbe alzare il prezzo per rientrare in maggioranza (i contatti non si sono mai chiusi del tutto). Mentre resta sotto osservazione il finiano Emilio Gaeta.

(Giovanna Greco per Teleblu)

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