27 dicembre 2017 14:56 Sociale di Antonio Cristino

Non è facile raccontare le emozioni soprattutto se non ti appartengono e comunque non riusciresti mai ad essere all’altezza della situazione. Ci proverò …. Arrivavano alla spicciolata, da soli, a coppie, a gruppetti, per famiglia, in moto o in auto, qualche SUV, e non tanto per il freddo. Dovevano trasportare un po’ di roba. Tra loro tanti motociclisti vestiti da Babbo Natale. Avevano rispettato tutti il luogo e l’orario del ritrovo, non era la prima volta che lo facevano. Riuniti sul piazzale della Chiesa di S. Nazario in un pomeriggio freddo ma luminoso del 20 dicembre, si sono salutati in modo simpatico e goliardico, da vecchi amici, per rompere subito il ghiaccio ed entrare nel clima vero di quel raduno, un ritrovarsi per scacciare le tristezze della vita, quelle che affliggono gli altri, i più sfortunati, che non riescono più ad avere il sorriso che una famiglia può dare. Le intese sono immediate. Si forma un lungo corteo che si snoda fino alla fondazione Zaccagnino. L’inaspettato rombo dei motori, i centauri mai visti da quelle parti, una lunga fila che mai prima di allora s’era formata percorrendo i vialetti del posto, dove a farla da padrone erano le piante secolari dei nostri ulivi e il silenzio, arrivano immediatamente agli occhi e alle orecchie dei bambini del posto. Si comincia a notare il visino di qualche bambino con le guance e il naso schiacciati sulle vetrate, la curiosità a mille per capire cosa stesse succedendo. Ma restano ancora fermi al loro posto, fino a quando non intravvedono la figura familiare della dott.ssa Rosanna Ruscitto con cui più volte si erano intrattenuti per gli incontri istituzionali e non. “Allora sono venuti tutti per noi…” si legge nei loro occhi prima sgranati per lo stupore e poi che si stringevano per il sorriso e la gioia. Si aprono le porte come il ponte levatoio di un castello dove vivono ben accuditi da educatori sensibili, dove non è regolare la coniugazione del verbo amore, un sentimento che comunque si forma tra le pieghe dei loro vissuti personali: la tenera età dei bambini è capace di assorbire realtà belle e brutte e la loro vita futura, se saranno fortunati, non presenterà loro alcun conto. Si presenta, quindi, ai loro occhi e alle loro emozioni un mondo che si popola di meraviglie e di curiosità e che da lì a poco si animerà di belle sorprese. Loro intanto offrono lettere ritagliate su cartoncini colorati per scrivere “Benvenuti” sui cuori di visitatori che, non si sa mai, potrebbero arrivare, un giorno o l’altro. Un bell’albero di Natale per accompagnarli in questi giorni di festa come… tutti gli altri bambini. Un salone ampio dove lo spazio dona quella libertà e quei giochi che fuori non potranno vivere. Per delle magie che si creano senza accorgertene, qualche bambino comincia ad abbracciare un Babbo Natale per non staccarsene più per tutto il pomeriggio, un altro più grandicello vuole salire su una bellissima moto che gli fa fare sogni irraggiungibili volando per mete lontane, e tutti inseguono con lo sguardo l’andirivieni di questi angeli che trasportano regali inondando e arricchendo il salone ma soprattutto i cuori di questi ragazzi che per qualche pomeriggio vivranno momenti da ricordare e raccontare. Quale fortunato spettatore, all’inizio un po’ contratto e titubante, e poi sempre più coinvolto, tra uno scambio di doni e scatti di foto, con gli educatori e i “loro” bambini presi dal clima altamente festoso, i motociclisti e le loro famiglie contenti per aver contribuito in modo significativo alla riuscita dell’iniziativa, imparo una lezione non da poco da questi gesti di solidarietà. Più volte le energie migliori della nostra vita sono sprecate a ingannarci e nasconderci, per preservare l’identità che ci siamo costruiti. Poi, quando raccogli dettagli e sfumature che giacciono inerti nel gran rumore della vita, per il solo fatto di ridargli la giusta gerarchia, nasce il miracolo della bontà e dell’amore, vivi un incontro che riempie degnamente una pagina della nostra vita. Dietro gli ultimi regali, vicino alla vetrata laterale, si faceva notare il sole rossastro che salutava il giorno ma rimaneva nei cuori di questi generosi centauri che hanno lasciato un nobile messaggio di solidarietà e vicinanza a questi ragazzi. Nulla avviene per caso. Nemmeno il saluto di quell’ultima famiglia che si era intrattenuta. La loro figlioletta non riusciva più a togliere l’abbraccio ad una ragazza ospite della comunità cui rimaneva la sorprendente emozione di essere, anche lei, utile a qualcuno: il dono più bello del pomeriggio.

Signori della Moto. Grazie. Ciao bambini e giovanotti dell’ ASP Zaccagnino, che la fortuna vi sia amica.

Antonio Cristino

 

Hanno partecipato con il cuore e con i regali i gruppi: CMA Italy (Christian Motorcyclist Association Italy) – i Briganti del Gargano – 71 zero 10 di S. Paolo Civitate – Motoclub Svevo – Bykers for live – Legal Riders - Massimo Cancellaro, Angelo Amerigo, Sherwood Robin, Mirko Serrini e tanti altri – i genitori della Scuola Primaria di “Via Bosio” Chieti scalo – i colleghi della Clinica Medica “Ospedale Clinicizzato di Chieti”

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