25 febbraio 2019 20:50 Ambiente di Matteo Vocale

A soccorrerla Antonio Facchino, era impigliata in un sacco di plastica

Sono sempre più numerose le tartarughe marine spiaggiate, molto spesso già morte, sul litorale del nord Gargano, segno di un mare assai popolato dalla specie caretta caretta ma anche inquinato da una grande quantità di rifiuti in plastica. Stavolta, però, la storia è a lieto fine: un giovane esemplare è stato tratto in salvo questa mattina da Antonio Facchino e suo padre Angelo, entrambi di San Nicandro Garganico.

Erano all'incirca le 8 del mattino quando i due si sono recati presso la loro casa al mare, in località Tamaricelle, a metà tra la Foce Schiapparo e Torre Mileto. Antonio decide di fare una passeggiata sulla spiaggia e si imbatte nell'animale, credendolo morto come capita di vederne ogni tanto. Avvicinatosi, si accorge che  è ancora vivo e si dimena imbrigliato tra fili di plastica e un sacchetto. Subito corre a prendere un coltello per liberare la tartaruga e chiama l'ufficio della Polizia Municipale di Lesina. Messi in contatto con il personale del CNR, i due segnalano il punto esatto ai ricercatori, che si recano sul posto constatando le buone condizioni dell'animale.

L'esemplare è stato quindi consegnato ai volontari di Legambiente che gestiscono il Centro di recupero Tartalife di Manfredonia e che si occuperanno di curarlo e di ristabilire qualche frattura procuratagli dai grovigli di plastica. Entro qualche giorno, grazie alla tempestività di Antonio, che è anche un giovane cacciatore particolarmente rispettoso della natura e sensibile ai suoi equilibri, la tartaruga potrà tornare a nuotare libera nello splendido mare del Gargano.

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