Lettera del sindaco al padre provinciale dei frati minori

Il primo cittadino chiede un passo indietro da parte dell'amministrazione provinciale dei frati

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del sindaco Gualano inviata al padre provinciale in merito alla situazione del convento di Santa Maria delle Grazie 

Reverendissimo Padre Provinciale,

sono il sindaco di San Nicandro Garganico e mi permetto di scriverle poche righe a nome dell’intera comunità dei fedeli sannicandresi. Ho appreso con grande dispiacere dell’intervenuta sospensione della presenza dei frati minori in San Nicandro Garganico, circostanza che ha lasciato in un profondo sconforto tutti i fedeli.

Confesso che anche chi, come me, non è un buon cristiano ha trovato nei Frati Minori una profonda ricchezza spirituale ed ha scoperto attraversi talune attività condivise con la mia istituzione il vero significato della solidarietà umana.

I tantissimi devoti non accettano l’idea di non poter più ascoltare le preghiere dei frati, i loro canti, le loro parole sempre piene di amore e di dolcezza. Non comprendono, e non comprenderanno mai, perché il convento che aveva ritrovato la sua antica bellezza grazie allo straordinario impegno di padre Lorenzo e di padre Antonio, proprio ora rischia di scomparire così tristemente. Non possono in alcun modo interpretare un provvedimento che di fatto rappresenta una “punizione”, anche perché i frati sono ormai pienamente inseriti nella vita sociale del nostro paese, ne condividono i problemi, le ansie, le speranze.

In un momento storico in cui, a giusta ragione, le altre comunità religiose chiedono a gran voce un maggior spazio per la loro fede, la nostra comunità non può privarsi di un ordine che ha dimostrato di saper conciliare con l’umiltà e l’amore esperienze e credi diversi.

È veto che il convento appartiene alla curia e ai frati che vi risiedono, ma la sua funzione spirituale appartiene anche al popolo sannicandrese soprattutto in un momento in cui il valore della solidarietà viene messo in forte discussione dal dilagante impulso egoistico, i nostri frati rappresentano una sicurezza in quanto fin dalla loro nascita hanno predicato il bene e la carità soffrendo tra gli uomini e difendendo i più deboli e gli oppressi.

I frati hanno avvolto fraternamente gli anziani, i giovani, i migranti, i diseredati ed hanno fatto sentire più unita l’intera comunità sannicandrese.

Ho l’obbligo morale di scongiurare una perdita così grande che non può essere giustificata neppure da una improbabile crisi vocazionale, perché per noi cristiani la fede e la speranza ci ha resi liberi e ci ha fatto superare ogni ostacolo.

Mio rivolgo a lei, padre reverendissimo, nella speranza che possa riconsiderare la sua decisione: “non lasciatevi rubare la speranza” ha detto papà Francesco ed io e la mia amministrazione siamo fiduciosi nella sua comprensione.

Giungano a lei i sensi più vivi di affetto e di gratitudine per tutto quanti potrà fare per la devota comunità dei fedeli sannicandresi. Con affetto e stima, la saluto

Il sindaco

Pier Paolo Gualano

 

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