Rocco D'Avolio premiato con l'oscar della legalità

Il preside sannicandrese insignito del premio a Monreale

All’Istituto Tecnico “Luigi Di Maggio” l’Ambasciata dell’Alba, al Dirigente Scolastico Rocco D’Avolio l’Oscar dell’Onestà

Nei due giorni del V Convegno del Parlamento della Legalità Internazionale, 3 e 4 settembre 2021, presso il Centro di Spiritualità “Maria Immacolata” in Poggio San Francesco, diocesi di Monreale (Palermo), Monsignor Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale e guida spirituale del Parlamento della Legalità Internazionale, ha consegnato cinque ambasciate ad altrettante scuole che a breve scadenza insedieranno un presidio permanente per la legalità. Tra queste l’ “Ambasciata dell’Alba” che sorgerà all’Istituto Tecnico “Luigi Di Maggio” di San Giovanni Rotondo, rappresentato dal suo Dirigente Scolastico, il prof. Rocco D’Avolio, insignito anche del riconoscimento dell’Oscar dell’Onestà.

“Ambasciata dell’Alba”, una luce che segna un nuovo inizio e che, attraverso questo suo tratto peculiare, intende accompagnare gli studenti, il personale docente e tutta la Comunità scolastica verso l’itinerario virtuoso dei valori della cultura e della legalità. L’idea delle ambasciate, nell’ispirazione data dal giudice Antonio Caponnetto a Nicolò Mannino (Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale),  nasce come una possibilità per seminare speranza ravvivando la vita con i colori dei valori. Per questo ogni ambasciata assume un nome diverso.

Ad oggi le ambasciate diffuse sul territorio nazionale e internazionale sono più di sessanta. Presidi della legalità, punti di riferimento per quanti scelgono di seguire la via delle virtù rigettando le vie tortuose dell’illegalità, apparentemente più facili e semplici da percorrere, ma oscuri sentieri di morte.

L’Oscar dell’Onestà, con l’importante patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Palazzo Chigi, è stato conferito al Dirigente Rocco D’Avolio dal vice – presidente del Parlamento della Legalità Internazionale dott. Salvatore Sardisco e, attraverso la sua persona, a tutta la scuola per la seguente motivazione: “per aver testimoniato, in modo credibile e costante, un amore singolare ai grandi valori della vita specialmente nel vivere il senso profondo dell’Onestà coniugando il tutto con lo sguardo rivolto al bene comune, al dialogo e alla trasparenza dell’essere sempre a servizio della collettività e del bene di tutti”. Si tratta di una vera e propria tessitura di valori che s’intrecciano e si richiamano vicendevolmente. Ma perché questa riflessione non rimanga astratta è necessario che questi valori siano accompagnati dalla testimonianza, che cioè si incarnino nei vissuti concreti di ogni giorno. Passaggio ribadito ulteriormente dal testo che così continua: “Il vivere alla luce della cultura della Legalità, della Pace, della Concordia e principalmente dell’Onestà hanno dato quella nota di armonia a tutto ciò che va oltre gli stereotipi che spesso abbruttiscono l’animo dell’uomo”. La Legalità con le sue tre consorelle, Pace, Concordia e Onestà, contribuisce ad educare alla bellezza e all’armonia, formando una coscienza in grado di riconoscere tutto ciò che la può deturpare.

Infine, il Parlamento della Legalità Internazionale sancisce il conferimento dell’Oscar al nostro Dirigente con il seguente messaggio: “Grati per tutto, ci onoriamo di conferirLe questo Oscar dell’Onestà che vuole essere un autentico abbraccio di incoraggiamento e di gratitudine per cooperare insieme sul sentiero della vita verso coloro che la società definisce gli Ultimi ma che in realtà sono i veri Maestri della Vita”.

Una motivazione che, meditata all’inizio del nuovo anno scolastico, può essere interpretata come un invito a prendersi cura soprattutto dei casi difficili, delle classi dove si fa fatica a fare lezione, lì dove un docente magari tra sé spera a volte di non andare. Invece, è proprio lì che si è chiamati a seminare speranza attraverso la mediazione della cultura e l’educazione e la formazione ai valori della Legalità.

La Comunità Scolastica dell’I.T. “L. Di Maggio

A Monreale c’era anche Mons. Franco Moscone, Arcivescovo di Manfredonia -Vieste - San Giovanni Rotondo, giornalmente impegnato nel testimoniare e diffondere la cultura del Vangelo in un territorio segnato dalla presenza di diverse resistenze epocali alla cultura della Legalità, ma dove nello stesso tempo non mancano esempi virtuosi di comunità cristiane e civili, di sindaci e operatori che, invece, credono che chi sceglie l’onestà e la legalità è sulla buona strada. Il Vescovo ha portato con sé una reliquia di Padre Pio. Un segno che pone sotto l’egida del Santo stigmatizzato quest’ulteriore intenzione d’intercessione e preghiera.

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