San Nicandro piange Giuseppe Cristino, docente e fine scrittore

Aveva 74 anni, per decenni tra i piu attivi uomini di cultura della città

E' morto questa mattina all'età di 74 anni, dopo una lunga malattia contro cui combatteva da oltre un anno, Giuseppe Cristino, noto docente e fine scrittore di San Nicandro Garganico, tra gli uomini più eminenti della cultura locale contemporanea.

Sannicandrese doc, dov'era nato nel 1946, frequentò dapprima il convitto salesiano e poi il liceo classico Tondi a San Severo, dove fu alunno di Generoso De Rogatis. Si laureò in Lettere Classiche alla Sapienza di Roma e fu allievo di Natalino Sapegno; all'università si formò alla filosofia idealista di Benedetto Croce e alla politica liberale di Giovanni Malagodi. Tra i primi fondatori del Partito Liberale Italiano sannicandrese, ne fu esponente locale di spicco per un breve periodo: appassionato di politica vera, si candidò la prima volta per il PLI nel 1976 alle elezioni provinciali e nel 1983 alle amministrative, dove fu il maggior suffragato ma non eletto poiché il PLI non ottenne alcun seggio. L'ultima esperienza politica fu in una lista civica alle amministrative del 2011.

Nel 1999 fu membro autorevole della commissione che si occupò di redigere il nuovo stradario comunale, tuttora in vigore.

Ma di Cristino fu ben più nota e fortunata l'attività culturale. Tornato ad insegnare a San Nicandro dopo un breve incarico presso l'Ufficio Programmazione del Ministero della Pubblica Istruzione, accanto ai primi impegni politici fu responsabile del circolo culturale "Luigi Einaudi". Per decenni irrinunciabile editorialista del Notiziario di Etnostoria Garganica, si distinse per la sua grande cultura della romanità classica e di appassionato latinista, nonché per i suoi studi sul linguaggio dialettale e la cultura locale. L'amore per la sua terra natia traspare quasi in ogni rigo dei suoi articoli, editoriali, saggi e nelle sue più recenti pubblicazioni librarie, intrise quasi totalmente di storie e sentimenti popolari antichi: ricordiamo Appunti di Letteratura Italiana (2016), Polvere di stelle (riedito, 2016 ultima edizione completa), Coriandoli (2018), Il Latino nell'Italiano (2018), tutte edite da PubliGrafic.

Polvere di Stelle è senz'altro il più autorevole a descrivere il Cristino letterato, finissimo cronista di aneddoti e scene popolari e innamorato descrittore dei luoghi, con un mai taciuto accento romantico e nostalgico per i tempi che più non sono, in un linguaggio forbito e accattivante come pochi. "Studioso profondo, conoscitore di metodi con cui venivano realizzate strutture, monumenti e opere d’arte, esperto di piante e animali appartenenti alle varie zone del nostro territorio" così lo ricordavano all'UniTre, in occasione della presentazione del volume. "È stato come visitare nel tempo remoto quei luoghi, - si legge in una breve recensione - sembrava udire il rumore degli zoccoli ferrati dei cavalli che scalpitavano per mantenersi in equilibrio sulle lastre di granito rese viscide dalla pioggia e trasformate in accecanti riflessi dai raggi solari; così quando menzionava le diverse piante aromatiche era come gustare i loro odori. Ha citato molti luoghi del Gargano, utili e famosi durante l’antica civiltà romana oggi invece completamente ignorati, sconosciuti e ricoperti di sterpaglie".

"Peppino era un uomo di grande cultura, una penna brillante, sentimentale e realista", così lo ricorda oggi Mario Ruscitto, uno dei suoi più intimi amici. "Ha sempre vissuto con valori essenziali dell’umanità e ideali di democrazia e libertà - continua Ruscitto - Diceva spesso che la propria libertà ha confini ben precisi, non deve mai varcare i confini di quella degli altri e le regole della società democratica. Ha militato nel partito liberale quando la politica era intrisa di idealità e di speranze. Abbiamo vissuto insieme il movimento universitario del ‘68 e, a San Nicandro ha contribuito alla vita breve e intensa del PLI. Non ha mai cambiato idea, coerente sempre con le proprie convinzioni socio-economiche di una società democratica. Mentre manifestava e militava nel PLI, le sue vere e sincere amicizie sono state sempre le stesse (maggiormente di altre fedi politiche, ndr). Ha insegnato lettere nella scuola media ammirato e stimato dai colleghi, dalle famiglie e dagli alunni che ancora oggi lo ricordano con affetto", conclude commosso Ruscitto.

Numerosi sono i messaggi di cordoglio all'indirizzo dei figli Michelangelo e Lucio, o espressi soprattutto sui social da amici ed ex alunni che lo ricordano con commosso affetto e grande riconoscenza. La comunità sannicandrese perde prematuramente un uomo di cultura che avrebbe potuto - e sicuramente voluto - dire ancora molto alle attuali generazioni, la cui memoria sarà necessario tenere a pietra miliare della piccola storia cittadina.

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