15 febbraio 2018 10:30 Dalla provincia di Giovanna Greco

La consigliera provinciale alle pari opportunità Colasanto fa suo lo slogan del presidente di Liber

Dichiarazione della Consigliera di Parità della Provincia di Foggia, Antonietta Colasanto, a sostegno dell'iniziativa della Polizia di Stato, “Progetto camper”, svoltasi ieri, nel giorno di San Valentino.

 

“Faccio mio il messaggio che ieri Don Luigi Ciotti ha portato alle donne foggiane e di Capitanata: le donne possono fare la rivoluzione. Sì, possono. E la rivoluzione sta nella presa di coscienza del loro ruolo, nevralgico, all'interno della società e del nucleo familiare. E' questa la prima rivoluzione”. Così Antonietta Colasanto, consigliera dell'Ufficio di Parità della Provincia di Foggia, all'indomani di “Progetto camper”, l'iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza di genere promossa dalla Polizia di Stato di Foggia nel giorno di San Valentino, alla quale hanno preso parte Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, e le maggiori figure istituzionali della città in tema di violenza e discriminazione di genere.

“In particolare questo Ufficio si occupa di discriminazione sui luoghi di lavoro, un'altra faccia della violenza, che si declina in stress psicologico e in quei gap salariali che sfilano tristemente nelle classifiche di ogni tempo. Le donne devono sapere che siamo qui per difenderle e tutelarle giuridicamente da ogni forma di vessazione e/o ingiustizia di genere. Devono fidarsi delle istituzioni, pronte a prenderle in carico, ciascuna per la propria parte e competenza”.

La rivoluzione, dunque, è anzitutto nella consapevolezza, in un percorso di autostima. “E' quella la chiave di volta – continua la consigliera Colasanto-: una donna che prende coscienza del proprio valore, è una donna che non accetterà passivamente più ad alcun tipo di violenza, una combattente pronta alla sua piccola grande rivoluzione. Si parte da qui, da ciascuna di noi. E chi ce l'ha fatta deve farsi traghettatrice di chi è rimasta indietro”.

“Ovviamente non basta la rete istituzionale di presa in carico a valle” continua la Consigliera, “bisogna lavorare a monte. Come Ufficio stiamo sperimentando da tempo percorsi e forme cultural, anche alternativi, in prevalenza destinati alle nuove generazioni, al fine di promuovere una educazione all'affettività, sì da fornire a ragazzi e ragazze strumenti di consapevolezza per distinguere l'amore sano dall'amore malato”.

I nuovi appuntamenti saranno debitamente comunicati nelle prossime settimane.

 

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