15 maggio 2019 17:21 Infrastrutture di Matteo Vocale

L'annuncio del sindaco di Cagnano, Costanzucci: lunedì protocollo d'intesa

E' solo un primo passo ma ha un'importanza epocale. Dopo oltre settant'anni l'idroscalo Ivo Monti, in località San Nicola Imbuti sul lago di Varano, torna a far parlare le istituzioni circa un suo concreto progetto di recupero.

Ad annunciarlo è stato ieri mattina Claudio Costanzucci, sindaco di Cagnano Varano e attuale presidente facente funzione (vicepresidente) del Parco Nazionale del Gargano, che con la sua amministrazione si sta occupando del complesso sin dal suo insediamento. Lunedì 20 maggio, nella sala consiliare di Cagnano, avrà luogo la firma di un importante protocollo d'intesa tra il Comune, il direttore dell'Agenzia delle Entrate Antonio Maggiore e il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, per sancire l'inizio dell'iter di recupero dell'ex idroscalo. "Sarà una giornata storica per Cagnano Varano - ha dichiarato Costanzucci in un video diffuso ieri su facebook e subito condiviso da centinaia di utenti - perché, finalmente, grazie a questo atto avvieremo un percorso di recupero e rigenerazione di un'area che era in totale abbandono da decenni e che avrà nuova vita, con ricadute positive per l'intero territorio garganico“.

L'idroscalo Ivo Monti fu costruito verso la fine dell'Ottocento dallo Stato italiano. Nella Prima Guerra Mondiale fu base militare per idrovolanti con annessa scuola di pilotaggio per le squadriglie impiegate nel basso Adriatico durante il conflitto. Concepito come difesa dagli attacchi austriaci provenienti dalla ex Jugoslavia, rimase inutilizzato per qualche decennio per essere poi risistemato e ampliato durante la Seconda Guerra Mondiale. A partire dalla fine degli anni '40 fu progressivamente abbandonato e versa tuttora in stato di rovina dopo essere stato del tutto spoliato dalle popolazioni dei comuni vicini.

Il complesso sorge su una penisola che affaccia alla sponda occidentale del Varano, su cui insisteva un cenobio benedettino già nel Medioevo, dedicato appunto a S. Nicola e di cui restano le rovine ancora visibili, inglobate nella base militare. Il sito dovette avere frequentazioni ben più antiche, attestate da ritrovamenti superficiali, nel corso dei decenni, di materiale archeologico di epoca finanche preromana.
 

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