Referendum, Oppure Voi a sostegno del Si

La lista civica sostiene le ragioni referendarie del Si

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della lista civica "Oppure Voi" 

Lettera aperta: 

“Cari cittadini, il referendum non è il giudizio universale e ritengo siano sbagliate le previsioni catastrofiche dei sostenitori dell’una o dell’altra parte in caso di vittoria degli avversari. Allo stesso tempo non si tratta di un banale adempimento. Il nostro voto deciderà il futuro del nostro sistema politico: se confermare l’assetto del 1948, che peraltro era stato criticato anche da autorevoli costituenti, come De Gasperi, Calamandrei, Dossetti, Moro, o scegliere per il cambiamento.

Mi dispiace che si tenti di diffondere un sentimento di impotenza o che si voglia insinuare tra i cittadini chiamati alle urne un’attitudine di conservazione, determinata dalla paura del nuovo che non si riesce a dominare, di cui risulta difficile valutarne il senso, lo spessore, la direzione.

O, peggio ancora, che si impongano una serie di motivazioni, estranee al merito dei cambiamenti proposti, più legati alla fase specifica della lotta politica, che, in realtà, non ha nulla a che vedere con il voto referendario. Ed è così vero, che fa sorridere l’espressione delle forze del No, secondo la quale se prevalesse il loro voto non sarebbe un grande guaio, poiché si potrebbe rifare una riforma costituzionale più gradita alla maggioranza degli italiani. In verità non sarebbe così semplice.

Le forze che sostengono il No, infatti, sono compatte nell’avversare la riforma per ragioni antigovernative, ma sono tra loro incompatibili e divise sul da farsi e ritorneranno ad essere totalmente estranee tra loro dopo il 4 dicembre di quest’anno. Non è un caso che dall’ultima bocciatura referendaria avvenuta nel 2006 sono passati dieci anni e in Italia si sono succeduti cinque governi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, rispetto a tre della Germania e della Gran Bretagna e due della Francia.

Allora cari cittadini, cari amici, possiamo attendere altri dieci anni nell’instabilità governativa e confusione legislativa? Io credo di no!

Voglio assicurarvi, infine, che non sono i fondamenti e i valori della Costituzione ad essere chiamati in causa con la riforma in questione, ossia la Parte Prima, ma è la Parte Seconda, quella relativa all’Ordinamento della Repubblica ad essere al centro dell’attenzione. E’ su questo punto che il compromesso costituzionale realizzato circa settant’anni fa dai padri costituenti, inevitabilmente condizionato da preoccupazioni legate a quella fase storica, si è poi rivelato via via foriero di instabilità.

S’impone, allora, uno sforzo nella direzione della chiarezza e della pacatezza delle argomentazioni, invitandovi ad un voto di coscienza e non di necessaria collocazione politica”.

Domenico Fallucchi

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