ICI zone CR6 e F, Vocale (PD): valutare legittimità

Il capogruppo PD chiede al sindaco di intervenire su un caso di probabile ingiustizia tributaria

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Partito Democratico sannicandrese in merito agli accertamenti tributari per le zone CR6 e F.

Destano molta preoccupazione gli avvisi di accertamento ICI 2011 che la So.Ge.T. S.p.A., per conto dell'Ufficio Tributi di San Nicandro Garganico, sta notificando ai possessori di fondi ricadenti in alcune zone CR6 del vigente Programma di Fabbricazione (targato 1973), ovvero aree di espansione turistica ma, di fatto, rimaste ad oggi - e sicuramente per sempre - terreni agricoli.

Sulla vicenda, che potrebbe mettere in ginocchio molte famiglie - si parla di avvisi di accertamento che ammontano anche ad alcune migliaia di euro per il solo 2011 - è intervenuto il segretario cittadino e capogruppo in Consiglio comunale del PD , Matteo Vocale, che nei giorni scorsi ha inviato una lunga missiva al sindaco per chiedergli di affrontare politicamente il caso con urgenza, al fine di mediare una eventuale soluzione tra il dovuto tributario al comune e la posizione dei tanti possessori, molti dei quali in difficoltà economiche, chiamati a saldare un tributo per terreni che non diverranno mai edificabili.

Un problema analogo, tra l'altro, si registra per alcune zone F (spazi da asservire a pubblica utilità), mai espropriate dal Comune anche laddove insistano già strade e opere pubbliche, su terreni che risulterebbero al catasto ancora privati.

"Fermo restando il principio di dovere di versamento del tributo da parte dell'utenza, sancito dall'art. 53 della Costituzione - scrive Vocale al sindaco Gualano - il caso specifico impone una riflessione politica seria, circostanziata e puntuale, al fine di garantire anche il principio di capacità contributiva e di evitare in ogni modo qualsiasi pur minimo elemento, che riconduca alla speculazione da parte dell'Ente sulle economie del cittadino. Nella fattispecie della circostanza richiamata, infatti, si tratta di cittadini che hanno posto in essere un investimento su terreni agricoli, riconvertiti in zone di espansione turistica nel P.d.F. 1973/1979, dunque con un significativo aumento delle rendite catastali e, quindi, del valore dei terreni e del corrispettivo tributo. Un investimento che, tuttavia, è stato atteso invano dagli interessati per oltre 40 anni, - spiega il capogruppo PD - al punto da cagionare negli stessi la definitiva sfiducia nella possibile realizzazione dello sviluppo previsto e, probabilmente in alcuni casi, la conseguente refrattarietà al pagamento puntuale del tributo patrimoniale, soprattutto perché in assenza di indicazioni chiare e a causa di mancanze attribuibili soltanto alla classe politica, ivi compreso il pasticcio San Nicandro Tributi e fallimento Tributitalia SpA e successiva scomparsa della banca dati dei contribuenti.

Oggi, alla vigilia dell'approvazione del Piano Urbanistico Generale - conclude Vocale nella nota - sappiamo con certezza, giacché ipotesi trasversalmente condivisa, che alcune di quelle zone CR 6 saranno definitivamente escluse da ipotesi di sviluppo urbanistico, rendendone il valore catastale e patrimoniale vantato per questi 40 anni, quasi un inganno politico ai danni dei possessori. I quali, già da tempo, hanno praticamente tutti manifestato la volontà di riconversione di quei terreni in fondi agricoli.

E' necessario che la Giunta convochi con estrema urgenza un tavolo di confronto con la tecnostruttura dell'Ente", è la proposta di Matteo Vocale,  "al fine di valutare l'adozione di una mediazione contributiva (o conciliazione, o condono, che dir si voglia), con successivo atto di indirizzo all'Ufficio Tributi del Comune".

 

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