Congresso PD & elezioni: intervista a Vocale

Il segretario dem intervistato da L'Attacco: coalizione larga e senza chiusure

Nelle “grandi manovre” avviate già nella calura agostana e finalizzate al sostegno elettorale per le elezioni politiche di primavera 2018 (anche se non è stata ancora definitiva la legge elettorale), iniziano a trovare spazio anche le strategie e le tattiche riferite ai rinnovi di alcuni Consigli comunale della Capitanata. Tra questi c’è San Nicandro Garganicounico comune della provincia dove sindaco e consiglieri saranno eletti con il doppio turno (se nessuno dei candidati sindaci supera il 50% dei voti al primo turno) in virtù di una popolazione superiore ai 15mila abitanti (Vico del Gargano, Peschici, Carapelle, Bovino, San Marco la Catola, Roseto, Anzano e Pietra gli altri comuni, sotto i 15mila abitanti, chiamati al voto).

La situazione è fluida. Nessuna certezza: né quella di una ricandidatura dell’uscente Pier Paolo Gualano, né quella di un centrodestra compatto, né quella di una lista del Movimento 5 Stelle, né quella di un centrosinistra tradizionale a trazione PD. Partito, quest’ultimo, che dovrà affrontare il congresso provinciale, occasione per orientare anche “affiliazioni” correntizie interne che vede da una parte Lia Azzarone (frutto dell’accordo Manfredonia-Foggia) e dall’altra Tommaso Sgarro, uomo dell’eurodeputata Elena Gentile.

- Il circolo sannicandrese chi sosterrà?  “Il nome di Lia Azzarone mi sembra quello giusto sul quale potrebbe esserci una la sintesi di tutto il PD di Capitanata”, dice Matteo Vocale segretario dem alle prese anche con il congresso cittadino: “Per il Pd di San Nicandro stiamo cercando di trovare una posizione unitaria che sia funzionale soprattutto alle elezioni amministrative. Sicuramente, dopo sei anni, sarà il caso di lasciare la scrivania di Pozzo Bove ad altri – confessa il consigliere comunale -. Sono giovane anagraficamente e politicamente, posso cedere i ruoli ma, di solito, i passi si fanno in avanti, salvo eccezioni, naturalmente”.

- In pratica non è un passo indietro per farsi da parte ma per prendere la rincorsa che porta alla candidatura a sindaco del centrosinistra o comunque del Pd?   “Ho manifestato la volontà e l’opportunità che si formi un nuovo gruppo dirigente con un nuovo segretario, che faccia anche da collettore per la formazione di una coalizione più ampia possibile. Ho lasciato sul tavolo del mio Partito, oltre che la mia persona, tutta l’esperienza politica e amministrativa maturata in questi anni. Resto comunque a disposizione per quello che il Partito riterrà più opportuno”.

Compresa l’ipotesi di prendere (come si vocifera a Foggia, nelle zone di via Taranto – sede della segreteria provinciale -) un candidato dalla cosiddetta società civile (espressione infelice per indicare chi è fuori dai partiti)?   “È, sicuramente, una possibilità ma personalmente credo che si debba comunque evitare di avere ancora una volta un sindaco che non abbia un minimo di esperienza politica e amministrativa (i riferimenti di Vocale hanno due nomi e due cognomi: l’ex sindaco Vincenzo Monte (Udc) e Pier Paolo Gualano (centrodestra). San Nicandro vive una situazione emergenziale e ha bisogno che al suo governo torni la Politica. Occorre una squadra, sindaco in primis, che conosca bene il territorio e i suoi abitanti, le sue dinamiche, oltre a masticare bene la nostra macchina comunale”.

Insomma il Pd avrà o no il suo candidato sindaco? Ne avete tracciato almeno un profilo? “Il PD deve essere aperto. Occorre costituire una compagine governativa larga e stabile, senza preconcetti. Di conseguenza non pensiamo di imporre a nessuno candidature. Credo per il momento sia più opportuno fare, una volta tanto, una cosa diversa e realmente seria: mettere da parte nomi, aspirazioni personali, posizioni, ruoli e partire dalla città”.

- Imposizioni che potrebbero però arrivare dai piani più alti dell’establishment democratico: “Non abbiamo mai subito imposizioni, qualora dovesse verificarsi questa ipotesi il Pd – evidenzia il segretario – non sarebbe più il mio partito, quello dove si ragiona e si sceglie democraticamente”.

- Cinque anni passati all’opposizione, tempo utile per fortificare alleanze. Ad esempio quella con l’Udc? “Con l’UDC, oltre a condividere numerose posizioni in Consiglio comunale, abbiamo avuto degli approcci. Al momento pare abbiano deciso di guardarsi intorno anche per capire la loro posizione a livello nazionale. Ma forse c’è anche altro. È una forza importante, significherebbe portare a San Nicandro la stessa compagine politica della Regione Puglia”.

- Esclusa ogni possibilità di patti con chi sta governando San Nicandro. Capitanata Civica di Fallucchi? “Che l’attuale compagine amministrativa abbia fallito credo sia un dato ormai scontato. E’ mancato il minimo indirizzo politico, una sorta di maionese impazzita. Quando una compagine amministrativa fallisce, non può continuare a dettare le regole, deve cedere il passo: è la base della politica”, è stata la chiosa di Vocale.

 

(di Michele Gemma per L’Attacco, 28/09/2017)

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