Elezioni Ammninistrative: Nebbia fitta, per il momento. Ma...

In vista delle Comunali, il punto sui vari schieramenti e della situazione politica in città

A meno di tre mesi dalle Comunali di San Nicandro Garganico, l'unica mossa in avanti ufficiale è stata quella dell'UDC, che in occasione dell'ultimo congresso regionale di novembre ha annunciato, per bocca addirittura del segretario nazionale, Lorenzo Cesa, la candidatura a sindaco di Costantino Ciavarella.

Si tratta del noto e stimato medico che fu già candidato sindaco nel 2006, per conto di Marinacci, contro Costantino Squeo, con il quale perse le elezioni. Ritenta una candidatura a sindaco nel 2011, ma gli organi provinciali del suo partito Forza Italia gli impongono di cedere il passo allo stesso Marinacci. Nel 2013 è ancora la punta di diamante di Forza Italia ma il partito di Berlusconi, fresco della pesante sconfitta alle politiche, ritenne strategico appoggiare la candidatura di Pierpaolo Gualano, poi eletto sindaco al ballottaggio contro il centrosinistra. Ciavarella fu il mister preferenze della tornata con 353 voti e rivendicò il ruolo di vicesindaco. Nel 2015, dopo la crisi interna alla maggioranza, Gualano gli ritirò la delega assessorile e Forza Italia uscì dalla maggioranza. Un anno dopo, Ciavarella lasciò Forza Italia per approdare tra gli uomini fidati di Angelo Cera che, a San Nicandro, aprì subito la sua sezione UDC. E quella di Ciavarella, che ha anticipato su tutti, sembrerebbe più una prova di forza di Cera che una reale candidatura, almeno al momento.

Nel centrodestra si attendono anche le mosse di Nino Marinacci che, per le elezioni politiche, appoggia Noi con l'Italia, la stessa lista in cui sono confluiti anche l'UDC di Cera, Fitto, De Leonardis e altri. Marinacci avrebbe imposto un suo nome, probabilmente suo figlio Enzo, attuale consigliere comunale, in una posizione utile, in cambio della carta bianca sul candidato sindaco. Che, quindi, potrebbe essere anche Ciavarella.

Forza Italia non sembra avere nomi da spendere mentre i rappresentanti locali di Alternativa Popolare, che come Marinacci mal digerirebbero un imperio di Cera a San Nicandro, potrebbero anche avanzare la candidatura di Roberto Augello, già assessore di Marinacci al tempo dell'affaire "Garage d'oro" che, proprio allo stesso Augello, costò enormi grane personali, poi felicemente risolte.

Intanto, comunque, FI, UDC e AP hanno preso a fare delle riunioni per stabilire principi e metodi di una eventuale coalizione, per passare poi a discutere del candidato sindaco. A queste riunioni, dopo un solo tentativo iniziale, non prendono più parte né il CdU di Marinacci (che, come detto, attende le liste del Parlamento per pianificare le mosse in vista delle amministrative) né il rampante Antonio Berardi di Noi con Salvini, che avrebbe lasciato intendere di non volere un confronto con i politici di vecchia data che tirano ancora le fila negli altri partiti di centrodestra. Berardi, balzato alle cronache per le operazioni di pulizia volontaria dei rifiuti urbani, sembrerebbe proiettato verso la candidatura a sindaco. Ma è verosimile che, dopo il 4 marzo, accetterà, seppure con condizione, di confluire in un centrodestra unito, quantomeno con FI.

Mare grosso in maggioranza, dove la nuova compagine che amministra con Pierpaolo Gualano (che, ricordiamo, dopo la crisi con FI nel 2015 ha incamerato Valentino Altieri e Leo Giordano dal centrosinistra e Mario Lucio Giordano, ex candidato nonché cognato di Marinacci) sembra godere di sempre meno salute politica. In una sorta di verifica di (quasi) fine consiliatura, infatti, sarebbero volati gli stracci tra Domenico Fallucchi, attuale presidente del consiglio comunale, e lo stesso Gualano, accusato dal primo di non essere più spendibile: frattura netta, dunque, al punto che almeno 7 consiglieri di maggioranza hanno giurato fedeltà a Gualano e posto veto assoluto su Fallucchi.

Nel frattempo, lo stesso Fallucchi, che aveva pensato bene di staccarsi gradualmente e silenziosamente dalla maggioranza di Gualano, salvo continuare ad occupare comunque il suo ruolo, aveva bussato alle porte del centrosinistra foggiano per proporsi addirittura come candidato sindaco, facendo leva sul suo ruolo di coordinatore dei Civici di Capitanata, partito di Leo Di Gioia, assessore della giunta Emiliano nonché amico fraterno di Fabio Porreca, presidente della Confcommercio che di Fallucchi è cognato.

Proposta categoricamente rifiutata dal PD locale, in particolare dal capogruppo Matteo Vocale e dal consigliere Mario D'Ambrosio che alla maggioranza e a Fallucchi, ritenuto da molti il regista assoluto dell'esperienza Gualano e anche della successiva rottura con FI, hanno dedicato ormai quasi cinque anni di opposizione in consiglio comunale, arrivando addirittura a proporre, poco più di un anno fa, una mozione di sfiducia contro lo stesso presidente dell’assise, poi non passata per un solo voto. Fallucchi comincia ora a guardare il centrodestra, giurando, in un'intervista a Civico93, di votare centrodestra alle politiche del 4 marzo. Lo stesso Fallucchi, da lunghissimo tempo e come visibile dalla sua pagina FB, manifesta simpatie per il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia. Poiché sembrerebbe non aver trovato sponde (ad eccezione di Mario Lucio Giordano, di qualche amico e della storica riserva di voti di famiglia), Fallucchi, che nel frattempo aveva pronta la nota stampa di uscita dalla maggioranza, avrebbe chiesto, nei giorni scorsi, un nuovo incontro con la maggioranza di Gualano, per valutare se ci siano dei margini per rientrare. Margini che alcuni consiglieri del calibro di Michele Cursio e Antonietta Tiscia, ma forse anche altri, sarebbero pronti ad escludere categoricamente.

Nel centrosinistra, al momento, si ha notizia solo del PD. Il partito di Renzi, che a marzo potrebbe fare i conti con un risultato delle politiche non proprio entusiasmante, a San Nicandro parte con la nuova dirigenza di Antonio D'Apote, a cui nel congresso di ottobre aveva passato la staffetta, dopo sei anni, l'ex segretario e attuale capogruppo Matteo Vocale. In molti si attenderebbero, come corso naturale delle cose, la candidatura a sindaco proprio di Vocale, finora punta di diamante di Pozzo Bove, che nonostante la giovane età ha alle spalle un'esperienza politica sufficiente e, già prima di approdare in politica, una nutrita attività nel mondo delle associazioni, delle parrocchie e della cultura locale. Tuttavia, la situazione professionale di quest'ultimo (lavora da anni a Padova come consulente di Poste Italiane) sembra spianare sempre più la strada al collega consigliere Mario D'Ambrosio.

D'Ambrosio, ex Forza Italia e uomo di fiducia di Marinacci negli anni 1996-2000, è approdato nel PD nel 2011, quando venne eletto consigliere insieme al candidato sindaco perdente Costantino Squeo. Nel 2013, dopo un serrato dibattito interno, il segretario Vocale rompe gli schemi, lo candida a sindaco e il PD in una settimana lo impone, letteralmente, agli altri partiti di centrosinistra. Contrariamente ai pronostici, D'Ambrosio tiene più delle sue liste e arriva al ballottaggio, sorpassando di 40 voti Mario Lucio Giordano, ma perde nettamente, al secondo turno, con Pierpaolo Gualano, inaugurando per il PD altri 5 anni di opposizione, fino ad oggi.

Da Foggia, e quindi anche nella giovane dirigenza, premono per l'uscita del PD con il suo candidato sindaco entro e non oltre fine gennaio: la scelta sarà dunque tra Vocale e D'Ambrosio ma non è escluso che la fretta - ma anche il maggior gradimento del patron del PD di Capitanata, Raffaele Piemontese - lasci definitivamente il campo alla riproposizione di D'Ambrosio, che avrebbe già, dicono, gradimenti e adesione per completare più di una lista, inclusa la candidatura di un figlio d'arte, molto vicino a Piemontese: il figlio di Vincenzo D'Antuono, Gianpaolo. Che - mormora qualcuno - aveva già pensato - ma senza ragguagli consistenti - alla candidatura a sindaco per il centrosinistra. Oltre a D'Antuono, che è già nel direttivo PD di D'Apote, guarderebbero al PD anche l'avvocato Nazario De Luca, nome arcinoto della politica locale come quello di Gino Urbano, ma anche un ex assessore di Squeo, Tommaso Sticozzi.

E però il PD dovrà poi confrontarsi con altri eventuali partner. A cominciare da Liberi e Uguali, il partito della sinistra di Grasso e Bersani che, a San Nicandro, conterebbe nomi del calibro di Antonio Placentino e Nazario Tancredi, altri dell'ex gruppo di Nicandro Di Salvia. E a cui sarebbe vicino anche l'ex PD Tittino Zaccagnino. Confermata e smentita a intermittenza, invece, l'adesione dell'ex sindaco Costantino Squeo.

Vi è poi la compagine di alcuni gruppi civici, che potrebbero confluire in una delle coalizioni tradizionali ma che, prudentemente, attendono prima il voto del 4 marzo e i successivi riposizionamenti. Tra questi, il gruppo che fa capo al consigliere comunale Pierpaolo Mascione, fuoriuscito ormai da quasi due anni dalla maggioranza Gualano in cui era stato eletto, che insieme all'avvocato Antonio Zaminga si starebbe organizzando per costituire una lista. Un gruppo di amici, dicono, che conta anche la vicinanza di Tittino Zaccagnino (che potrebbe porsi come trait d'union con la sinistra di Liberi e Uguali). Poi ci sono i movimenti San Nicandro Orgoglio Sociale (SOS) degli arcinoti Adelmo Marrocchella e Vincenzo Benedettino, e Gente Onesta, facente capo a Enzo Palmieri. Ma anche Nino Gambuto, nome noto della politica locale ed ex "superassessore" di Squeo, nonché deluso del PD di Renzi e attuale titolare del movimento Rinascita Cittadina: Gambuto pare sia pronto con una lista ma attende il post-4 marzo come gli altri, mentre alle politiche, dicono, farà votare addirittura Cinque Stelle.

E proprio i Cinque Stelle, letteralmente spariti dopo la debacle delle amministrative di 5 anni fa (poco più di 300 voti), sono tornati recentemente alla ribalta con il tandem Franco Scanzano, sannicandrese emigrato a Bologna e vicinissimo ai meetup della Romagna, e Maria Luisa Faro, già candidata sindaco nel 2013 e attualmente in lizza alle "Parlamentarie", il voto online con cui potrebbe ottenere una candidatura a Montecitorio. Il MoVimento di Grillo, dunque, che dopo il 4 marzo potrebbe gonfiare gli entusiasmi ancor più del 2013, a San Nicandro ha già una sede, aperta da qualche settimana, ed è in cerca di candidati.

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