18 dicembre 2018 09:55 Cultura di Giuseppe Scanzano

Cari lettori,

è un piacere interloquire con voi. Oggi, voglio parlarvi di uno dei “padri” della Chiesa, più apprezzati al mondo. Oggi vi parlerò di Sant’Ambrogio. Ambrogio Aurelio nacque a Treviri, in Gallia, fra il 339 ed il 340 e morì a Milano, il 4 aprile del 397. Egli apparteneva all’importante “ gens” degli Aurelii. Suo padre rivestì l’incarico di prefetto romano nelle Gallie. Ambrogio venne, fin da piccolo, iniziato allo studio della retorica per poter aspirare alla carriera politica. Il santo ricoprì incarichi politici per conto dell’imperatore Valentiniano I. Da subito, Ambrogio dimostrò una certa predilezione alla risoluzione delle controversie politiche fra ariani e cristiani. Nel 374, dopo la morte del vescovo ariano Aussenzio, fu nominato vescovo di Milano, per acclamazione popolare. Egli si prodigò al benessere dei propri cittadini. Il suo stile oratorio dolce e garbato si rivelò uno dei motivi della conversione di S. Agostino. Egli fece costruire quattro basiliche. La sua figura si distinse nella difesa dei valori del Cristianesimo opposti a quelli dell’Arianesimo e del Paganesimo ufficiale romano. Ambrogio fu, anche, precettore dell’imperatore Graziano. Il vescovo di Milano affronto in una celebre controversia, Simmaco, il quale chiedeva il ripristino dell’altare e della statua della Dea Vittoria che furono rimossi dalla Curia Romana. Sant’Ambrogio difese la dottrina cristiana attraverso i suoi celebri inni. Si attestano, alla sua figura, dai 13 ai 15 inni. Gli inni ambrosiani sono degli inni, esaltanti Dio, cantati. Fra i propri scritti, si possono annoverare il “ De officiis”, nel quale discute di questioni politico-sociali; degno di nota è, inoltre, l’“Esamerone” dove si parla della Creazione. Il comune di Milano, in suo onore, assegna le onorificienze, denominate gli “ Ambrogini d’ Oro” ai propri concittadini che si sono distinti nei vari campi della conoscenza.

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