"Noi ripudiamo la guerra: la nostra scuola educa alla pace!"

“La nostra scuola educa alla pace”: è ciò che da qualche settimana ogni docente della scuola D’Alessandro-Vocino ripete ai suoi alunni, dai piccoli della scuola dell’Infanzia, ai più grandi dell’ultimo anno delle Medie.

In un clima di guerra dichiarata contro un nemico invisibile, un virus, ma terribilmente mortale, che ha dato a tutti noi, anche ai più piccoli - sebbene in maniera intuitiva, ma non meno incisiva- la consapevolezza che il nemico esiste, ci vive accanto, continua ad entrare indesiderato nelle nostre case e nelle nostre vite in modo prepotente e inaspettato, un altro nemico si è imposto all’attenzione di tutti noi, già stanchi e sfiniti per gli anni trascorsi a resistere. Questo nemico però è diverso, è più concreto, è visibile, ma ugualmente malvagio, e ha la capacità di fiaccare anche la più debole fiducia di poterlo affrontare e abbattere.

È difficile per gli adulti comprendere e ancor meno trovare giustificazioni agli attacchi violenti contro popolazioni civili, per soddisfare brame di potere o di dominio, ma se questo lo si deve spiegare ai fanciulli è veramente impossibile: un bambino conosce la guerra che fa con l’amichetto per possedere un giochino, un adolescente capisce il tradimento dell’amico che non sa conservare i suoi segreti, ma a loro come si spiega che un giochino diventa la “terra” di una regione, un tradimento si concretizza in mire di potere e possesso: forse vengono chiamati in causa gli stessi sentimenti, ma applicati ad un adulto, che invece delle lacrime per esprimere la “sua guerra” impiega i missili, è un’altra cosa!

Eppure attraverso i colori, le immagini, le bandiere, i simboli, che più delle parole spiegano e arrivano al cuore di un’idea, la scuola ha cercato di “spiegare” la guerra, che sembrava non dovesse più accadere nel mondo, dopo esperienze di lutto mondiale di cui ancora i nostri nonni raccontano con orrore e desolazione.

Le finestre degli edifici della scuola del 1° ciclo del nostro paese si sono tappezzate di lenzuoli che raccontano il ripudio della guerra a nome dei piccoli della nostra comunità cittadina. Mani che si stringono nei colori dell’arcobaleno, bimbi che fanno il girotondo attorno ad un pianeta senza confini, cuori che nascondono in un abbraccio bandiere gialle e blu, ma soprattutto la parola PACE, che ricorre in modo quasi ossessivo in ogni disegno, in ogni cartellone, in ogni striscione della scuola: questi i frutti del nostro parlare ed insegnare la solidarietà tra i popoli.

Se un fanciullo dell’Infanzia o un ragazzino della Primaria hanno piegato le ginocchia, collaborando con “compagni non del tutto simpatici”, per colorare un cartellone sulla pace; se un adolescente ha trascorso più tempo nel laboratorio di arte insieme ai suoi “amici non fedeli” per completare un disegno da esporre alla finestra della propria aula; se un gruppo di alunni rumorosi ha inventato uno striscione  con la scritta “Noi ripudiamo la guerra” fatto da lettere riempite con le firme di ciascuno degli alunni di quel plesso; se un alunno poco volenteroso si è cimentato nel Compito di realtà dal titolo PAX; ne siamo certi: non abbiamo solo parlato di pace ai nostri alunni, abbiamo insegnato loro a farla!

Ringraziamo la nostra Dirigente scolastica, dott.ssa Angela Pia Vaira, per la sua sensibilità nella scelta di azioni didattiche ed educative volte alla riflessione guidata sulla pace e per il sostegno immediato nel fornirci strumenti e motivazioni utili al raggiungimento dell’obiettivo.

Ringraziamo tutti i genitori degli alunni della nostra Scuola che, oltre a fornirci materiale per la realizzazione degli striscioni, hanno accolto l’idea del Presidente del Consiglio di Istituto, signora Consiglia Di Lella, di raccogliere fondi pro Ucraina. La nostra scuola ha raccolto € 2.846,01 metà dei quali donati alla Croce Rossa Italiana e l’altra metà all’Associazione di San Nicandro A.V.E.R.S.

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