23 luglio 2013 07:46

700 posti barca per il nuovo porto turistico

Inaugurato nei giorni scorsi il “Marina del Gargano di Manfredoniaporticciolo turistico che, si estende su un’area di 270 mila metri quadri, con 700 posti barca, fondali sino a - 6, 50 metri e, possibilità di ormeggio per imbarcazioni di lunghezza fino ai 60 metri.

Qualche anno fa, in occasione di un convegno sui porti turistici, ebbi a dire che il turismo nautico costituisce un fattore di primaria importanza per l’economia del nostro paese, in quanto fonte di occupazione. In quella occasione, ottimisticamente mi sono spinto ad affermare che, ad ogni posto barca corrisponde un posto di lavoro. Se ciò è vero e, non vi sono motivi per dubitare, l’inaugurazione del “Marina del Gargano di Manfredonia”, opera che si è andata ad inserire in un’area già interessata da insediamenti portuali, non può che essere salutata positivamente.

L’esistenza di punti attrezzati sul litorale, oltre ai benefici di carattere sociale-economico dovuti all’effetto c.d. “moltiplicatore” costituiscono elemento di sicurezza e di garanzia per i diportisti che navigano lungo le nostre coste, ed offrono la possibilità di scoprire bellezze naturali e luoghi difficilmente raggiungibili via terra.

Il Gargano è ricco di bellezze naturali marine, con alcuni tratti della costa a picco e, con la presenza a poche miglia di distanza delle Isole Tremiti!. Il porto di Manfredonia, con i suoi ampi spazi e la sua polifunzionalità (peschereccio/merci/passeggeri/diporto) si presta bene ad accogliere l’opera, contribuendo a diventare, anche attraverso il diporto nautico volano per lo sviluppo turistico del territorio garganico, e facendo in modo che l’espansione turistica del territorio, diventi una conseguenza e non un fine, da perseguire in termini di una indiscriminata speculazione economico-imprenditoriale.

La realizzazione del Marina del Gargano, si inserisce nella già esistente vocazione turistica di Manfredonia, del suo hinterland e, darà certamente impulso a nuove iniziative. Non devono passare inosservate, le numerose opportunità strettamente connesse alla nascita di nuove imprese del settore. Infatti, i porti e/o gli approdi turistici, strutture di ricovero e di attracco delle unità da diporto – sia stanziali che in transito – hanno necessariamente bisogno di servizi complementari a terra quali: officine di riparazione e manutenzione dei motori marini, servizi di rimessaggio, cantieri navali, impianti di rifornimento di carburanti, esercizi commerciali per la vendita di materiale nautico, assistenza in genere ai diportisti e strutture per il ristoro.

Secondo Giannicola De Leonardis, presidente della settima commissione Affari istituzionali del consiglio regionale della Puglia si tratta di “un'opera infrastrutturale straordinaria nei numeri e di straordinaria importanza per l'economia e il turismo non solo del Gargano e della provincia di Foggia, ma della Puglia tutta, per il respiro internazionale, per l'apertura a comparti finora tabu' e per la concreta possibilita' di diventare una finestra e un accesso privilegiato al sud dell'Europa. Un brillante esempio di sinergie imprenditoriali e collaborazione tra pubblico e privato destinato, oltre a soddisfare pienamente le esigenze degli amanti delle coste adriatiche - dalla Croazia fino alle isole greche, con particolare attenzione al nostro Gargano - anche ad alimentare un considerevole indotto.

Agli enti locali - osserva De Leonardis - spetta il compito di valorizzare uno sforzo cosi' considerevole, attraverso campagne di promozione e marketing in grado di creare varchi in nuovi, appetitosi mercati, e stimolando una destagionalizzazione che non e' piu' un semplice slogan, ma una significativa opportunita' finalmente e concretamente realizzabile, con un ulteriore sforzo e un cambiamento di abitudini e mentalita' indispensabili per affrontare al meglio la concorrenza internazionale'”.

E’ comunque evidente che per il decollo del Marina del Gargano di Manfredonia non bisogna discostarsi da una costante idea programmatica-progettuale del territorio retrostante, ma anche dell’hinterland che non deve in alcun modo prescindere dalla difesa della costa e dalla tutela dei beni ambientali e, dalla valorizzazione della cultura del mare.

Angelo Ruberto

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