26 novembre 2015 11:00 Eventi di Giuseppe Scanzano

Giorno 25 novembre, presso il Dipartimento degli Studi Umanistici, a Foggia, si è tenuta la presentazione del libro del Prof. Giuliano Volpe, ex Magnifico Rettore della medesima università, intitolato “Patrimonio al futuro. Un manifesto per i beni culturale e il paesaggio” edito dalla collana Electa. Presenti a tale evento anche i professori Danilo Leone, Riccardo Di Cesare e Giuliano De Felice.
Il professore Leone ha introdotto in sintesi la tematica del libro, e ha fatto intendere che incontri come questi servono per accrescere la curiosità degli studenti verso il patrimonio culturale e soprattutto hanno la funzione di fugare i dubbi e le perplessità su alcune tematiche archeologiche.
Il professor Di Cesare ha, invece, posto l’attenzione sull’importanza dell’ impegno civile di ogni persona. Secondo lui, ogni soggetto deve legare il proprio ingegno a momenti di apprendimento affinchè si possa guardare con ottimismo al futuro.
Il prof. De Felice ha asserito che l’archeologia può essere “degustata” ai tempi d’oggi anche attraverso il mondo dei “selfies”.
"Dulcis in fundo”, ad intervenire è stato il prof. Volpe. Egli ha esordito dicendo di aver scritto questo libro per poter mettere insieme l’idea dei beni culturali in Italia. Ha spiegato che per quanto riguarda gli stessi ci sono stati tagli da parte del governo ed ora l’Italia risulta fanalino di coda. Afferma che dopo venti anni comincia a muoversi qualcosa facendo riferimento al concorso bandito per cinquecento tecnici scientifici per i musei e le soprintendenze. Egli ha sciorinato dati, in virtù della carica che riveste ora, cioè la presidenza del Consiglio superiore dei Beni culturali. Quest’ ente è a stretto contatto col ministero dei Beni culturali e offre a quest’ultimo indirizzi e pareri precisi. L’ex rettore sottolinea che si è rimasti, purtroppo, all’ idea di beni culturali immobili, fini a sé stessi. E’ anche per questo motivo, che egli col suo libro,manifesta un’idea di rottura. Secondo lui c’è bisogno di un “alleanza vincente” fra lo Stato e cittadini.

Per lui, bisogna far rivivere il patrimonio artistico italiano anche con istituzioni di politecnici dei beni culturali, dove gli studenti  possano ricevere lezioni teoriche da parte di gente specializzata ma soprattutto dove possano lavorare sul campo. Volpe conclude il suo intervento dicendo che è necessario rivitalizzare tali bellezze.

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