23 ottobre 2010 17:21

Dino di Tullio intervistato alla trasmissione di RAI3

“Vendola come Berlusconi?” Il Segretario Nazionale di SFIDA “ospite” della Gabanelli. L’Italia va a rotoli e a lasciarci le penne sono sempre i più deboli.

Nessuna differenza, tranne il  colore delle casacche, per il trattamento riservato ai disabili e alle famiglie costrette ogni giorno a combattere contro un nemico invisibile: l’indifferenza e l’incoerenza dei politici nostrani che si professano vicini al sociale ma che nei fatti, poi,  mettono mani nelle tasche dei più deboli. Oltre al danno, puntuale arriva anche la beffa.

Uno che di certo non le manda a dire è il segretario nazionale del Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità (SFIDA), Dino Di Tullio di San Nicandro Garganico, un cittadino del mondo interpellato da spagnoli ed americani per esportare il suo modello di tutela per i disabili e che, già qualche mese fa, aveva paragonato il governatore pugliese al suo collega che occupa qualche gradino in più sulla scala gerarchica istituzionale della nostra amata Italia. Come a far capire che se la gente cambia, i problemi restano. In un suo precedente comunicato, che ha fatto parecchio rumore ai piani alti di Via Capruzzi, Di Tullio aveva gridato a gran voce le difficoltà e il disagio che le famiglie devono affrontare nel quotidiano per assicurare ai propri cari una decente esistenza. “Contestiamo - aveva detto qualche mese fa -  l’atteggiamento del Presidente della Regione Puglia che definendo “macelleria Sociale” la manovra del Governo Berlusconi, rimane inerte di fronte alla “macelleria Sociale” perpetrata ai danni delle famiglie pugliesi “costrette a frequentare” i centri diurni e che saranno costrette ad interrompere le terapie indispensabili per i propri figli perché non in grado di sostenere mensilmente un tale costo” ebbe a dire qualche mese fa il presidente di SFIDA.

Il Sindacato SFIDA dando seguito alle reiterate richieste di intervento da parte delle famiglie di soggetti con disabilità che, in Bari e Provincia, sono inseriti nei centri diurni socio- riabilitativi – spiega ancora Di Tullio all’indirizzo di Vendola – continua a denunciare lo stato di disagio vissuto dai pazienti costretti dai centri al pagamento della retta nella misura del 50%, considerata -  l’inadempienza dei comuni. La quota richiesta pari a € 30,92 giornaliere deve essere corrisposta per 26 gg., per un totale di € 803,92 mensili, a fronte di una pensione di invalidità di € 257,00 e di un’indennità di accompagnamento di € 480,00 (per chi la percepisce!) per un totale di € 737,00 mensili. Per cui la somma corrisposta dallo Stato ai soggetti con disabilità non basta per pagare la retta mensile ai centri  diurni. Persistendo questa situazione – conclude Di Tullio nella sua missiva - , si vedrà costretto a supportare tutte quelle famiglie che intendono rivendicare il diritto dei propri cari alle cure, anche con azioni forti.” Ed aggiunge: “ SFIDA NON SI STANCHERA’ DI ALZARE LA VOCE PER CHI VOCE NON HA!

E di questo probabilmente parlerà Di Tullio ai microfoni di Report, il programma condotto dalla brava Milena Gabanelli  nell’ambito di un’inchiesta che cercherà di far luce sugli effetti delle misure messe a punto dalla manovra “trementina” di luglio.

Il ministro Tremonti – si legge nell’anticipazione del programma di Rai Tre -   dopo aver lasciato una carriera di successo come tributarista, esperto di un sistema fiscale “che fa schifo”, come disse nel 1994 nel primo governo Berlusconi, ora si trova costretto dall'emergenza Euro a dover tappare le via di fuga agli evasori dietro l’angolo. Ci aspettano manovre delle Regioni e dei Comuni sulle tariffe locali, su trasporti e sanità senza le liberalizzazioni che avrebbero controbilanciato gli aumenti. Il rischio con manovre di questo tipo è che le famiglie si debbano caricare sulle spalle anche le spese dei servizi per cui pagano anche le imposte, come sta già succedendo in Veneto e in Puglia. Almeno i sacrifici richiesti mettono a posto definitivamente i conti? Il premio al rischio sul nostro debito sovrano rimane alto, segno che siamo ancora dei sorvegliati speciali.”

Ne sapremo di più domenica 24 ottobre a partire dalle ore 21.30 su Rai Tre. Non mancate!

(Antonio Ciavarella per sanmarcoinlamis.eu)

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