03 gennaio 2017 15:18 Spettacolo di Emilio Panizio

Il 30 dicembre 2016 nei locali della palestra della scuola elementare adiacente via Gramsci (scuola Matteotti, ndr), un posto che sembra un hangar, si è celebrata la seconda serata dello spettacolo teatrale edizione 2016 della goliardia locale, come da 60 anni accade ininterrottamente secondo una consuetudine che dovrebbe far riflettere. 

Alla fine della prima parte dello spettacolo ho dovuto abbandonare la sala molto gremita (un sms mi segnalava un tentativo di furto a casa mia*). Lo spettacolo devo dire mi è piaciuto.  Ma procediamo con ordine. Il luogo è veramente squallido: disadorno, sedie di plastica, cartelli scritti a pennarello per i bagni, non una maschera a ricevere gli spettatori, ecc. Sono le 22 e l’atmosfera tarda a riscaldarsi, le giovani matricole corrono di qua e di là un po’ emozionate, un po’ come chi non sa cosa fare. Nel frattempo Enzo Panizio e una chitarra ottimamente amplificata provano a scaldare l’ambiente cantando canzoni popolari del XX sec. e inni della goliardia.

Con un ritardo di circa un’ora sulla tabella di marcia ha inizio lo spettacolo teatrale che vede il Cunculus in carica con tanto di mantello offrire al pubblico i ringraziamenti di rito. Subito dopo appare una soubrette (Giorgia D’Emma, perfetta, buona serissima è una frase che durerà, voto 8) che annuncia l’inizio dello spettacolo teatrale tra i fischi e i lazzi. Inizia lo spettacolo. Una storia d’amore. Un matrimonio nato su facebook. Una ragazza (Virginia Mastrosimone, strepitosa, voto 9) si innamora sul web di un giovane tamarro e contatta un wedding planner  (Marco Trapani, superlativo, voto  10) per organizzare l’incontro delle famiglie dei due promessi sposi che avverrà in Alessandria di Egitto. La ragazza è nipote di una anziana signora (la nonna Incoronata Turzo, ottima, voto 8)  e figlia di un contadino ignorante con la camicia a quadrettoni (Alessandro De Pasquale, voto 8)  e di una esuberante, assai esuberante madre (Camilla Mastrosimone, che si conferma vero talento, avendo firmato con Incoronata Turzo e Tommaso Rispoli  l’intero spettacolo, voto 9).

Lo spettacolo prevede un volo charter per Alessandria e la scoperta che l’Alessandria di cui si parla non è d’Egitto ma si trova in Piemonte. La trasferta prevede la partecipazione di un mago con tanto di tabernacolo in forma di schermo televisivo (Nicola Petronio  voto 7). L’incontro d’amore così combinato è un vero e proprio fallimento. Il promesso sposo  (Simone Trombetta, un vero tamarro, voto 8) non gradisce la promessa sposa, i suoceri della promessa sposa sono troppo grezzi, anche il wedding planner dichiara che non ce la può fare con tanta volgarità e grettezza e tutto fallisce. Un’ora di battute dialettali, risate a scena aperta e applausi a scrosci che il pubblico trattiene a stento.

Atmosfera elettrica, magia della finzione. Lo spettacolo tiene fede alla tradizione che vede in scena una satira dei costumi sociali locali e della loro inadeguatezza rispetto all’evoluzione dei tempi. Il punto di vista questa volta è quello dei social network.  Ancora una volta e forse più delle precedenti lo spettacolo teatrale si conferma osservatorio privilegiato della comunità locale. La regia ottima (Tommaso Rispoli, un vero comandante, voto 8).  La quasi totale mancanza di mezzi e di risorse; l’assenza di qualsivoglia supporto e l’assenza ancora più clamorosa delle Autorità pubbliche, la tempistica bruciante di allestimento, fanno brillare di maggior luce lo spettacolo. Unico della stagione invernale locale, se si escludono le iniziative a carattere esclusivamente religioso.  Che dire. A San Nicandro - in questa infinita notte sociale e morale - la gente ha voglia di queste cose. Del teatro e delle sue finzioni che, anche solo per due ore, può trasformare un luogo povero e disadorno in un luogo di vita comunitaria pacifica. Buon 2017 San Nicandro!

*falso allarme

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