11 dicembre 2012 13:44 Spettacolo di Gianluca Nargiso

Sono un sannicandrese emigrato in quel di Torino da 15 anni. Qui ho messo famiglia e studio di avvocato.

Tuttavia molta parte del mio cuore è rimastao a Sannicandro ed è per questo che mi sono recato con orgoglio e curiosità, sabato 1 dicembre scorso, alla proiezione -nella rassegna "cosmogonie" del Torino Film Festival- del cortometraggio "Michele nella Terra", prodotto dalla nostra conterranea Grazia Tricarico.

Il Torino Film Festival è uno dei festival cinematografici più importanti d'Italia. Ad esso vi si accede previa rigorosa selezione. Va detto che sono infatti molti i registi o aspiranti tali a produrre cortometraggi sperando che il loro sforzo possa aprirgli le porte del successo.

Quindi è già cospicua soddisfazione sapere che una nostra conterranea ed una nostra storia abbiano superato la prima barriera ed abbiano avuto l'opportunità di raggiungere un pubblico molto esigente come quello di questo Festival.

La regista, Grazia Tricarico è una 26enne, che però ha già ottenuto, superando un concorso molto selettivo, la soddisfazione di esser ammessa in una importantissima Scuola di Cinematografia nazionale.

Nel cortometraggio in questione difatti traspaiono le sue qualità, che ci auguriamo tutti vengano coltivate e coronate da duraturo successo.

Per i curiosi dei contenuti posso dire che si tratta di un sapiente montaggio di testimonianze di persone vicine a Michele, familiari, la collaboratrice storica, ma anche semplici conoscenti e l'erudito giornalista Peppe Basile che, con il consueto garbo e con convincenti argomentazioni,ne ha rievocato la figura, anche tratteggiandone un ritratto a matita.

Il tutto alternando immagini di una datata processione che passava proprio davanti la casa di Michele (che si vede fugacemente: ed è l'unico modo per chi, come me, non l'ha mai visto, di vederlo!).

Trattasi di un filmato girato dal lungimirante fotografo Vittorio Tancredi, che ora costituisce una preziosa testimonianza dei tempi e delle persone che furono. A queste immagini vengono aggiunte anche riprese della festa patronale del 2011 (anno di realizzazione) e, idea singolare ma interessante: un inedito dialogo immaginario tra Michele, rappresentante del mondo della magia e superstizione, e Don Vincenzino, esponente della religione. Dialogo ambientato al Camposanto, dove i due sono sepolti frontalmente.

Tutto il documentario, come è facile intuire, è retto dall'allusione sul come la divinazione guarizione e magia si ponga in una sorta di area di prossimità rispetto ai nostri riti religiosi classici.

A voi dibattere se le due aree siano contigue ed in osmosi, come il documentario sembra suggerire, o in netta contrapposizione.

Personalmente ritengo che, come la si veda, si tratta di un bellissimo ed appassionato tributo ad una figura chiave della Sannicandro del '900, di cui è rimasto un ricordo generalmente positivo (e chiediamoci il perchè).

Per queste ragioni dobbiamo esser grati a Grazia di ciò e dobbiamo augurarci che possa continuare nella sua arte dando testimonianza dei suoi talenti e di una Terra che non produce solo povertà e depressione ma anche acute intelligenze e cuori tenaci ed appassionati.

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